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CASTELLO
OLDOFREDI a Iseo
il castello fu costruito intorno all’anno mille dagli Oldofredi, e
divenne per Brescia un importante caposaldo militare e, di conseguenza,
anche commerciale con il rapido sviluppo del mercato e del porto. Si
presenta a pietra viva con pianta rettangolare fornito di massicce torri
angolari, costruzione di carattere essenzialmente difensiva fu distrutta
a più riprese. Con la discesa del Barbarossa nel 1161 subì il primo
assedio e il primo incendio. Fu poi la volta del nipote di Barbarossa,
Federico II, anch’egli si accanì sul maniero distruggendolo. In entrambe
le occasioni Brescia si affrettò a ricostruirlo e a risarcire i
cittadini d’Iseo dell’assedio subito. Iseo si sviluppò fino alla seconda
cerchia di mura grazie anche alla sviluppoartigianato da parte degli
Umiliati. Nel 1288 il castello fu distrutto dai ghibellini camuni
guidati dai Federici. I cittadini d’Iseo aumentarono le fortificazioni e
si allearono con i Visconti e gli Scaligeri, i quali nel 1331 aiutarono
la ricostruzione del castello e delle mura. Quando Iseo nel 1426 passò a
Venezia, gli Oldofredi dovettero prendere la via dell'esilio. Il centro
acquistò prestigio: se lo sviluppo economico è attestato dalla presenza
fin dal 1460 di un banco tenuto da ebrei, l'importanza commerciale trova
riscontro anche nello studio da parte di Leonardo da Vinci di un canale
navigabile Bergamo-Brescia via Iseo. Nel 1784 gli artigiani lanieri si
costituirono in "università", a testimonianza dell'importanza assunta da
questo settore nell'economia del paese, sulla quale poggiava la
borghesia che salutò favorevolmente l'arrivo della Repubblica Cisalpina.
Importanza ebbe anche il settore della seta. Con gli Asburgo arrivò
l'illuminazione pubblica (1819, trasformata a gas nel 1873,
elettrificata nel 1898), fu costruito il nuovo cimitero (1822), fu
aperto l'ospedale (1841). Nel 1834 furono aperte regolari linee di
navigazione sul lago. Nel 1870-80 furono avviate tre filande a vapore e
nel 1875 fu allargato il porto, dal quale passava l'80 per cento dei
cereali diretti in Valcamonica. Dieci anni più tardi fu inaugurata la
linea ferroviaria Brescia-Iseo: il suo prolungamento fino a Edolo (1907)
farà perdere ad Iseo il ruolo di nodo dei traffici verso la Val Camonica.
Il castello divenne nel seicento sede di un convento e subì degradanti
modificazioni strutturali, sopratutto all'interno. Attualmente, dopo
decenni di miopia, si sta lentamente effettuando un restauro
conservativo. E' annoverato fra i castelli di maggior rilevanza in terra bresciana.
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