Pesca alla Tinca del lago d’Iseo

Pesca alla Tinca del lago d’Iseo
Per avere successo nella pesca della Tinca occorre verificare il tipo di fondo con le sonde. Essendo un pesce molto diffidente, spesso le tinche si trovano tra le alghe, quindi in caso di abboccata il pesce si potrà infilare irrimediabilmente sotto le alghe trovando appigli, incastrandosi e rendendo impossibile la cattura.
Se si pesca a fondo oltre il cordone delle alghe, il problema diviene l’onnipresente limo morbido che a causa della nostra lenza troppo pesante favorirà lo sprofondamento dell’esca, celandola.
La tecnica per insidiare la tinca non lascia nulla al caso sempre per la leggendaria diffidenza del pesce. Sul filo montato nel mulinello viene inserito un piombo ad oliva di 10/15 gr al di sotto del quale è presente una girella a “t” fissata nella”gamba” della t, le restanti due estremità della girella serviranno a inserire due teminali uno più lungo dell’altro dove sono montati o ami o ancorette a seconda dell’esca che utilizzeremo(verme di terra oppure pasta). La pesca alla tinca è in generale una pesca di pazienza che richiede molto tempo di attessa senza che l’esca venga mossa, un movimento dell’esca potrebbe allontanare per l’intera giornata il pesce. Per l’abboccata dovremo vedere il cimino della canna, spesso accade che la tinca ingoi l’esca rimando immobile quindi tenetevi pronti ad ogni evenienza. Se si pesca con galleggiante, come nella pesca all’ anguilla l’esca dovrà trovarsi molto vicina al fondo, un’esca sospesa in acqua non è sicuramente un’esca posizionata naturalmente, alcuni pescatori la appoggiano direttamente al fondo e vedono l’abboccata quando il galleggiante si alza dalla posizione orrizzontale a pelo d’acqua, se invece l’esca è a pelo di fondo l’abboccata è segnalata come solito dall’affondamento del galleggiante.