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SALE MARASINO
(BS)
Gode
di posizione ottimale, infatti, la vicinanza con Montisola, gli
ottimi alberghi, la calma del luogo ed il paesaggio fanno di
Sale Marasino una delle stazioni turistiche più importanti.
L’abitato,
a monte della litoranea, è testimone di un’epoca passata in cui
questo paese lacustre visse un’intensa vitalità economica e ciò
si nota soprattutto dalle facciate dei palazzi e delle ville:
Casa Turla e Casa Tempini, Palazzo
Mazzocchelli e Villa Martinengo. Percorrendo le
strade che portano alle frazioni di Conche e di Gandizzano si
godono i magnifici scorci panoramici del lago e di Montisola.
Collegamenti giornalieri, con servizio di battelli veloci da
Sale Marasino a Montisola e altre località.Interessanti opere
d’arte si trovano all’interno delle chiese. |
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San Zenone: |
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XVIII sec.) La pieve sorge maestosa dirimpetto al lago a
sottolineare la sua funzione di punto di riferimento
religioso, ma anche culturale, per l’intero territorio della
riviera.
La gradinata d’accesso è opera ottocentesca, così come la
facciata che risale al 1893 ed è opera del bresciano Carlo
Melchiotti.
Il grandioso edificio fu realizzato nel 1737-54 dal
bergamasco G.B. Canina. Abbellito da
preziosi affreschi e decorazioni barocche opera dei
bolognesi Giovanni Zanardi e Francesco Monti, del comasco
Filippo Velizzi e di G. B. Cagini. Presenta sei altari
laterali: l’altare della Madonna del Rosario con pala del
milanese G. B. Sassi, di Sant’Antonio con pala di Pompeo
Ghitti, del Battista con pala di G. Fali e del Crocifisso
con tre statue di Grazioso Fantoni (XVIII sec.). L’altare
maggiore con la pala raffigurante La Madonna con Bambino
e Santi opera di Pompeo Ghitti (XVII sec), incorniciata
dalla maestosa ancona lignea dei Boscaì, accanto alla quale
troneggiano le statue lignee di San Zenone e San Giacomo
Maggiore opera di Grazioso Fantoni (XVIII sec.). Il coro, il
legno di noce, è del seicento e proviene dalla precedente
parrocchiale. L’organo, costruito dai Bolognini nel 1754, è
stato rifatto da Diego Porro nel 1911. La sacrestia
custodisce vari e pregevoli dipinti tra i quali una tela di
Giovan Battista e Giovan Mauro Della Rovere, raffigurante
L’entrata in Sale Marasino di S. Carlo Borromeo. Accanto
a questa trovano posto altre tele risalenti al XVI-XVII
secolo. Accanto
alla parrocchiale sorgono l’antica pieve (del XV
secolo, rimaneggiata nel ‘700) con affreschi di Domenico
Voltolini, pala di Orazio Pilati (1598) e altare che
accoglie il Cristo morto, opera di Grazioso Fantoni,
e il campanile romanico (databile tra l’XI e il XII secolo).
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Santuario della Madonna di Gandizzano: |
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(XV
sec) La chiesa attualmente ha un aspetto neoclassico. Al suo
interno spicca un polittico ligneo nel quale trovano posto
le statue di S. Giovanni Battista e di S. Rocco ed al centro
la Vergine Mater Misericordiae. Tutto l’apparato
ligneo è opera di Giuseppe Bulgarini (XVII sec.). Si tratta
di una statua molto particolare, in quanto è l’unica, nella
zona, a raffigurare la Madonna in dolce attesa. La statua
viene portata in processione per le vie del paese durante le
Feste Quinquennali Mariane (negli anni a cadenza 3 ed 8) a
settembre. E’ pure conservato un pregevole Ciclo
Cristologico datato 1539, due statue raffiguranti S.
Pietro e S. Paolo del XVI secolo e
un crocifisso in legno dipinto della fine del XVII secolo.
L’organo a trasmissione meccanica fu stato installato
nel 1889 da Giovanni Manzoni. Nel pavimento in cotto spicca
una lapide marmorea sotto la quale sono sepolti due
esponenti della nobile famiglia dei Martinengo. |
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San Pietro dei Disciplini: |
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(XVI sec.). Si trova sulla ex statale 510 a pochi metri dal
lago. Era sede della Confraternita deiDisciplini. La
facciata è a un ordine con portale architravato.
All’interni, interessante l’affresco del presbiterio
raffigurante Cristo alla colonna, del XVI secolo, e
quello del catino absidale opera di Antonio Guadagnini (XIX
sec.) che rappresenta L’intercessione dei Santi alla SS.
Trinità; fu voluto dalla comunità salese per un voto
espresso durante il colera. Nella navata pitture a fresco
seicentesche. |
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San
Antonio Abate: |
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(XV sec.). Situata nel centro storico della frazione di
Marasino. All’interno, al centro del presbiterio,
sull’altare, si può ammirare l’affresco di S. Antonio in
paludamenti abbaziali, con mitra e pastorale (XV sec.).
A lato dell’arco trionfale la pregevole pala che copriva
questo affresco,
raffigurante Le tentazioni di S. Antonio nel deserto.
Durante la sagra patronale, che si festeggia il 17 gennaio,
le campane della chiesa si fanno protagoniste, diffondendo
suoni per tutto il pomeriggio, percosse da giovani e ragazzi
che, improvvisandosi campanari, collegano i tre battacchi a
un marchingegno artigianale di legno. |
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San
Giovanni Battista: |
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(XVIII
sec.) in frazione di Conche. Eretta nel 1737 in stile
tardobarocco, presenta una facciata a due ordini di colonne con
nicchie laterali. L’interno, a pianta centrale, ha una copertura
a vela. Gli affreschi della zona presbiterale sono del loverese
Giuliano Volpi. La pala d’altare, raffigurante
La
Madonna del Carmine con i santi Giovanni Battista ed Erasmo,
copia dell’originale che è stato trafugato, è del pittore
bolognese Francesco Monti, al quale spettano anche le Sante
dipinte nei pennacchi dell’elegante cupola della navata.
E’
inoltre conservata la pregevole pala dell’ex chiesa dei
Disciplini, attribuita a G. B. Galeazzi, discepolo del Moretto,
datata 1582 e raffigurante
La Madonna in gloria con Gesù Bambino
e i Santi Pietro, Paolo, Rocco e Sebastiano. L’edificio è
stato completamente restaurato nel 2004.
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San
Giacomo: |
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(XVI sec.) in frazione Maspiano. La facciata è a capanna e
presenta un bel portale in marmo di Botticino. Al suo
interno è conservato uno splendido altare settecentesco in
marmo nero intarsiato con motivi floreali. La pregevole pala
seicentesca, raffigurante Il martirio di S. Giacomo,
è attribuita a Francesco Giugno ed è racchiusa in una
cornice lignea settecentesca, opera di artigianato locale.
E’ conservato inoltre un crocifisso della seconda metà del
XVII secolo in legno, realizzato nei modi popolareggianti
del cosiddetto “barocco alpino”. La decorazione pittorica
del presbiterio e della navata è ottocentesca. |
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Museo degli
alpini: |
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Piccolo ma ricco museo di cimeli delle due Guerre, soprattutto
del reparto alpino: munizioni, un vecchio cannone, maschere
antigas, sci in legno, elmetti, lettere dal fronte e moltissime
fotografie. I reperti provengono da donazioni o sono stati
recuperati durante escursioni in montagna. Il museo è situato
nella sede del Gruppo Alpini, vicino alla piccola chiesetta
dedicata a S. Vincenzo Ferreri. |
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