Val Cavallina

La Val Cavallina conserva un ambiente naturale incontaminato. Il turista che raggiunge la Val Cavallina scopre che la forte presenza dell’uomo lascia spazio a paesaggi dolci e intimi, a paesi ricchi di storia circondati da giardini, chiese e castelli immersi in una natura rigogliosa e varia difesa con impegno da amministratori locali e cittadini.

Le manifestazioni più pure della natura, dalle sorgenti termali ai fiori, dalle dolci passeggiate alle oasi naturalistiche, dalla calma del lago alla magia di panorami da togliere il fiato, questi e altri tesori ancora sono racchiusi in poche decine di chilometri.

L’acqua sia sotto forma di sorgente termale che di suggestivi bacini lacustri come il lago d’Endine e quello di Gaiano, è l’elemento naturale che caratterizza la valle.

E ancora, val cavallina02la Valle dell’Acqua di Luzzana e la Valle del Freddo, biotipo unico le cui correnti consentono, a soli 340 metri, la presenza di specie vegetali alpine e l’oasi WWF della Valpredina che preserva invece una vegetazione tipica della fascia mediterranea.

Valle dell’acqua
Suggestiva valle laterale della Val Cavallina, la Valle dell’Acqua è percorsa e scavata dal torrente Bragazzo; il monte Pranzà a nord (m 1099 s.l.m.), la Cima Corna Clima a nord-ovest (m 855 s.l.m.) il Pizzo Casgnola a sud (m 790 s.l.m.) sono i maggiori rilievi che contribuiscono a delimitarne il bacino idrografico.
valcavallina04L’aspetto più caratteristico e suggestivo di questa zona è rappresentato dall’alveo del torrente Bragazzo che, dai 601 metri della sorgente ai 290 dello sbocco nel Cherio, percorre la valle per una lunghezza di circa 3 km formando cascatelle, buche, affossamenti, frequenti salti d’acqua e tratti in forra. contrapposte a situazioni di depositi calcareo travertinosi favoriti dall’abbondante sviluppo di alghe e muschi.
acero01La valle si presenta per buona parte ricoperta da aree boschive, a tratti fitte e impenetrabili, ricche di carpini, rovelle, ginepri, ornielli e aceri di monte, nonché roveri, castagni, frassini e carpini bianchi. Dal periodo primaverile all’inizio dell’estate si possono osservare nelle radure diverse orchidee nostrane e liliacee, quali l’asfodelo montano (Asphodelus albus) e il giglio rosso (Lilium bulbiferum) o tra le felci, nei luoghi più umidi, la caratteristica scolopendria (Phyllitis scolopendrium).

pettirossoTra le specie animali, ricche e numerose in queste condizioni ambientali favorevoli, oltre ad una caratteristica avifauna (scriccioli, pettirossi, capinere, codirossi, averle) per citarne i più facilmente riconoscibili, appare utile segnalare tra i carnivori la presenza di volpe, faina e donnola; tra gli ungulati il capriolo e tra i roditori la significativa presenza del ghiro e dello scoiattolo, favoriti sicuramente dall’abbondanza di fonti alimentari (castagne e nocciole). Non vanno dimenticati inoltre i rappresencapriolotanti di una fauna a torto considerata minore, tra i quali possiamo citare la salamandra pezzata e il tritone, ma soprattutto la presenza del gambero di fiume (Astacus pallipes). Tale crostaceo, ormai rarissimo in Lombardia, è rigorosamente protetto dalla normativa regionale e sopravvive solamente in acque poco o niente inquinate, e per questo motivo è ormai relegato in alcuni fiumi e torrenti particolarmente conservati. In Val Cavallina, oltre al bacino del Bragazzo, è presente in diversi altri torrenti e ruscelli, sia sulle pendici del Misma che del Torrezzo.

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